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“I traguardi sono fatti per essere superati, gli obiettivi per essere raggiunti ed i sogni per essere realizzati.”
Non si arriva al traguardo senza una precisa e seria determinazione a raggiungere obiettivi, senza la volontà di perseguirli, in una continua ricerca per anticipare le esigenze del futuro. Ricerca, questa, per la quale la ditta Barbanti ha sempre potuto contare sia sull’impegno dei suoi collaboratori, sia sulle preziose indicazioni dei clienti, che con i loro apprezzamenti e le loro perplessità hanno contribuito alla crescita dei prodotti, portandoli a risultati vincenti.
  Era il 1957 quando Ilario Barbanti, titolare di un’attività di vendita e riparazione di apparecchiature elettriche, stanco di riparare i cordoni elettrici dei ferri da stiro, che a causa del continuo utilizzo nelle lavanderie si logoravano fino a rompersi, si impose di trovare una soluzione al problema. In poco tempo ideò un dispositivo semplice e pratico: realizzò un supporto inclinato per due ferri da stiro e modificò i ferri in modo che fossero alimentati elettricamente solo trovandosi in posizione di riposo sul supporto. Quest’invenzione fu subito chiamata familiarmente “Coppia”: mentre l’operatore stirava con un ferro da stiro, che era privo di cavo elettrico, quindi molto maneggevole, l’altro ferro si riscaldava sul supporto; non appena la temperatura del ferro in uso si abbassava, lo si sostituiva con l’altro, eliminando così tutti gli inconvenienti dei ferri tradizionali, e di conseguenza le perdite di tempo.
L’invenzione si rivelò azzeccata e conobbe subito una grande fortuna, nonché una notevole diffusione in tutta Italia. Basti pensare che il 70% delle lavanderie di Roma utilizzavano la “Coppia”.
La comparsa del ferro a vapore decretò il declino della “Coppia”, ma i contatti allacciati con migliaia di lavanderie e stirerie in tutto il paese si dimostrarono proficui ed indussero Ilario Barbanti a chiudere il negozio, per creare una struttura volta ad una più cospicua presenza nei settori lavanderia e stireria.
La collaborazione dei due figli conferì nuova linfa all’azienda, che ormai aveva esteso il proprio ambito, partecipando già nel 1966 alla fiera campionaria di Milano. Nel 1970, la scelta di effettuare una produzione altamente qualificata portò i fratelli Barbanti ad operare una separazione; fu così che la ditta Barbanti Carlo iniziò la produzione e la commercializzazione di articoli venduti col proprio nome, raggiungendo un altissimo livello di specializzazione nel settore dello stiro.
  Nel 1980 l’azienda spostò la propria sede da Mirandola a San Giacomo Roncole, dove, operando su una superficie di 1700 mq, oltre a gestire la produzione ordinaria di generatori di vapore e tavoli da stiro, Carlo Barbanti si dilettava nello studio e nella realizzazione di macchinari sempre più innovativi.
Le esigenze sempre più pressanti di un mercato in continuo rinnovamento portarono alla creazione del modello “Maxi 90”, per quei tempi un manichino unico nel suo genere che, oltre alle prestazioni dei comuni manichini dotati di tensionamento pneumatico delle maniche, presentava enormi vantaggi, quali la ricerca automatica dell’altezza dell’indumento e la possibilità di pinzare il capo tendendolo in ogni punto cruciale; oltre a ciò, tutte le funzioni erano pneumatiche e regolabili, con l’impostazione dei tempi e delle pressioni, costituendo una vera innovazione. Questo nuovo modello permise alla Barbanti di essere introdotta in una grande realtà straniera e di produrre alcuni modelli in esclusiva mondiale per quest’azienda.
Non molto tempo dopo, la sede in cui operava la ditta Barbanti divenne inadeguata e fu sottoposta ad un ampliamento.
  Un’importante innovazione, che diede un ulteriore impulso all’azienda, fu rappresentata dal Manichino per Camicie, ideato e realizzato nel 1992. Questa macchina cambiò radicalmente il sistema di stiratura delle camicie. Tuttora, dopo quattordici anni di dominio, il manichino subisce ancora dei piccoli ma significativi miglioramenti, motivati da esigenze realistiche e resi possibili dall’esperienza maturata negli anni.

Attualmente la Barbanti opera in uno stabile di oltre 5.000 mq e vanta la produzione di modelli che vengono commercializzati in tutto il mondo.
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